Chirurgia robotica prostata

Italiano   English   Russian

 

CHIRURGIA ROBOTICA PROSTATA

Laser Prostata Quanta

L'approccio chirurgico al tumore prostatico è attualmente suggerito dalle linee guida delle maggiori Società di Urologia (EAU e AUA) come risolutivo in caso di Cancro della Prostata negli stadi iniziali. Gli obiettivi del chirurgo nel trattamento del tumore prostatico sono principalmente due: da un lato quello di eradicare la malattia, dall'altro quello di salvaguardare, preservando i nervi deputati a tali funzioni, la capacità di trattenere le urine (continenza) e di poter avere rapporti (potenza sessuale).

La chirurgia robotica della prostata, o prostatectomia robotica, o Prostatectomia Radicale Laparoscopica Robot-Assistita (RARP o RALP), è diventata negli ultimi anni una possibile opzione per i pazienti che devono sottoporsi alla chirurgia per neoplasia della prostata. Grazie all'utilizzo di braccia robotiche posizionate attraverso 5-6 piccoli buchi praticati sulla parete addominale, il chirurgo può intervenire rimuovendo la prostata e, quando possibile, preservando i fasci (bundles) vasculo-nervosi, fondamentali per il mantenimento della continenza e dell'erezione.

In letteratura è stato ormai ampiamente dimostrato come, seppur dal punto di vista della guarigione da malattia i risultati tra prostatectomia a cielo aperto o "open" e la chirurgia robotica della prostata (RALP) siano sovrapponibili, in termini di preservazione delle funzioni, tempo di ospedalizzazione e convalescenza, perdite ematiche nonché estetici date le ridotte dimensioni dei tagli; la tecnica robotica offre dei vantaggi significativi.

Uno degli aspetti emblematici di questa nuova tecnica è la possibilità di eseguire le stesse azioni della mano del chirurgo direttamente o tramite strumenti laparoscopici, con la differenza però di avere una visuale molto più ingrandita, ravvicinata e tridimensionale oltre a 7 gradi di libertà di movimento che consentono al chirurgo di operare anche in spazi molto ristretti tramite l'utilizzo del Robot Da Vinci.

Questi aspetti permettono quindi una maggiore precisione e una migliorata capacità di individuare le strutture ed andare ad intervenire su piani di dissezione che con altre tecniche si riuscirebbero comunque ad individuare ma con maggiori difficoltà, così da essere più precisi nella parte demolitiva dell'intervento, al fine non solo di preservare le strutture nervose, ma anche i vasi, riducendo di conseguenza le perdite ematiche intraoperatorie.

 

PROSTATECTOMIA RADICALE ROBOTICA

 

Definizione: la Prostatectomia Radicale Robot-Assistita consiste nell'asportazione della prostata ed eventualmente dei linfonodi senza praticare una vera ferita chirurgica, ma con l'ausilio di una telecamera e l'introduzione delle braccia del robot Da Vinci attraverso piccole incisioni cutanee. Indicazioni: Cancro della prostata

Descrizione della tecnica: innanzitutto, per consentire una buona visione, viene introdotta anidride carbonica nella cavità addominale del paziente attraverso un ago speciale. Successivamente, attraverso un'incisione di 1-2 cm sotto l'ombelico, viene inserito nel cavo addominale un tubo introduttore, al cui interno viene posto uno strumento ottico, dotato di mini telecamera. Tramite altre piccole incisioni si inseriscono ulteriori tubi per l'introduzione delle braccia del Robot, oltre ad 1 o 2 accessi per un secondo operatore che aiuti il chirurgo tramite strumenti laparoscopici. Il chirurgo esegue l'intervento alla consolle del Robot che tramite la sofisticata telecamera, gli consente una visione tridimensionale del campo operatorio. Dopo aver isolato la ghiandola, legato il complesso venoso dorsale (Plesso del Santorini), isolato e legato i dotti deferenti, si procede alla rimozione della prostata e delle vescicole seminali che verranno posizionate in un sacchetto di raccolta che verrà successivamente estratto dalle aperture praticate sull'addome. A questo punto si procede al confezionamento dell'anastomosi tra il collo vescicale ed il moncone dell'uretra.
Viene posizionato un catetere vescicale ed un drenaggio esterno per eliminare eventuali raccolte di sangue o linfa. La durata della procedura varia dalle 2 alle 4 ore.
L'intervento si esegue in anestesia generale.

Decorso post-operatorio: Il giorno dopo l'intervento viene generalmente rimosso il drenaggio, previa valutazione della quantità di secrezioni raccolte. In seconda o terza giornata operatoria il paziente viene dimesso con il catetere vescicale, che verrà a rimuovere in ambulatorio ad una settimana dall'intervento.

Risultati: la tecnica laparoscopica offre gli stessi risultati (in termini oncologici, di sopravvivenza) della tecnica open, ma presenta numerosi vantaggi: minor dolore post-operatorio (poiché non vi è la ferita chirurgica), recupero più veloce, minor ospedalizzazione, un miglioramente sia in termini di percentuale che di tempo per il recupero di continenza e potenza sessuale.

Effetti collaterali: Gli effetti collaterali di questo tipo di intervento riguardano principalmente l'ambito della continenza e della potenza sessuale. Se da un lato è vero che rispetto alla tecnica open i pazienti operati con il Robot Da Vinci recuperano più spesso e più velocemente tali funzioni, è anche vero che talvolta queste strutture sono interessate dalla malattia rendendone impossibile la preservazione durante l'intervento.

Attenzioni da porre al domicilio: dopo l'operazione è opportuno bere in abbondanza ed è necessario evitare sforzi fisici per alcune settimane. Di solito non è necessario seguire una dieta particolare.
In caso di modificazioni della parete addominale o degli arti inferiori, di comparsa di dolore, febbre (sopra i 38,5°), sanguinamenti, vertigini, nausea, contattare il medico curante o l'urologo, anche se questi disturbi dovessero comparire a distanza di giorni dall'operazione.