IL VARICOCELE: UN PROBLEMA FREQUENTE

IL VARICOCELE: UN PROBLEMA FREQUENTE

04 agosto 2017

Cosa è:

Il varicocele è un problema che comporta una dilatazione delle vene dei testicoli: esse diventano incontinenti e causano una condizione di reflusso e di stasi sanguigna verso il testicolo. 

 

Chi ne soffre:

Il varicocele è molto frequente fra i ragazzi di età compresa fra i 10 e i 19 anni. Il fatto che spesso non dia sintomi è una valida ragione per programmare un controllo urologico in età giovanile, come del resto è raccomandato dalla SIU (Società Italiana di Urologia).

 

I sintomi:

A essere colpito da varicocele, per ragioni anatomiche, è quasi sempre il testicolo sinistro. I sintomi sono spesso assenti: quando si fanno sentire, però, si avverte gonfiore al testicolo, senso di peso o, in alcuni casi, dolore.  Una diagnosi precoce è importante perché una delle possibili complicazioni del varicocele è l’infertilità: sembra che a causarla siano o l’aumento della temperatura a livello locale, o il rilascio di materiali di scarto (cataboliti) dovuti alla cattiva circolazione nella zona dei testicoli. Queste condizioni comprometterebbero la formazione del liquido seminale e la motilità degli spermatozoi, incidendo sulla possibilità di procreare.

 

Le cause:

Il varicocele può essere di natura idiopatica o secondaria. Col il primo termine si definiscono patologie che si manifestano sin dalla nascita: il varicocele s’individua quindi in età giovanile, ma non è chiara la ragione del malfunzionamento delle valvole venose.

Il varicocele secondario è quello che invece si manifesta in conseguenza di altre patologie.

 

La diagnosi:

Il varicocele può essere individuato attraverso la semplice osservazione del paziente. Un eventuale approfondimento si può condurre tramite un ecocolordoppler dello scroto, che permette di individuare il ristagno venoso che causa il rigonfiamento.

 

Come curarsi:

In molti casi il varicocele è un problema di lieve entità, che si può contenere avendo cura, per esempio, di indossare biancheria intima aderente e non boxer, per un effetto di maggiore contenzione.

L’intervento chirurgico, che può essere necessario nei casi più severi, prevede una legatura delle vene spermatiche che viene condotta con l’ausilio di un microscopio e se necessario associata ad una embolizzazione tramite iniezioni sclerosanti dei vasi sanguigni più piccoli adiacenti.