Il Tumore della Vescica

Il Tumore della Vescica

Il tumore della vescica è per frequenza il secondo tipo di neoplasia del tratto genito urinario. È responsabile del 7% delle nuove forme di tumore nell'uomo e del 2% delle nuove forme di tumore nella donna.

La diagnosi viene posta ad un'età media di 65 anni, in questa fase circa il 75% dei tumori vescicali sono localizzati alla vescica, mentre il 25% è diffuso ai linfonodi regionali oppure ad altri organi.

Vi sono alcuni elementi (fattori di rischio), che aumentano la probabilità di contrarre il tumore della vescica: il fumo di sigaretta (il 50% dei casi è dovuto al fumo di sigaretta negli uomini, ed il 31% nelle donne).

Altri fattori di rischio meno comuni sono l'esposizione a determinate sostanze chimiche, in particolare per chi lavora nell'industria petrolchimica, della gomma, del pellame e della stampa (carcinogeni specifici: alfa e beta naftilammina; benzidina; 4-aminobifenile). L'insorgenza del tumore può seguire anche di molti anni l'esposizione.

La propensione genetica ha un ruolo minore, anche se sono state riconosciute alcune modificazioni geniche (cromosoma 9; cHaRas chrom 11p); che tuttavia non sembrano essere ereditarie.

La gravità e quindi le prospettive di salute legate al tumore sono strettamente collegate ad alcuni aspetti anatomo-patologici, che concorrono alla stadiazione del tumore vescicale, ovvero alla definizione del grado di profondità della malattia.

Bisogna considerare che il tumore vescicale nasce da cellule "alterate" dell'epitelio vescicale, ovvero del sottilissimo strato che ricopre l'interno della vescica. Vi sono numerosi altri strati di tessuto, che sommati formano l'intero spessore della vescica. A seconda del numero di strati coinvolti si forma il punteggio e la prognosi di ciascun tumore vescicale.

Il tumore vescicale si presenta nell 85-90% dei casi con un episodio di sanguinamento urinario. Questo può essere evidente o rilevabile solo in laboratorio, intermittente o continuo. A volte è associato ad irritabilità vescicale, frequenza minzionale ed in genere a difficoltà nella minzione.
La sintomatologia irritativa sembra più frequente nei pazienti con tumore vescicale piatto e molto superficiale.

La diagnosi del tumore vescicale si basa sulla conferma diretta con un esame ottico, la cistoscopia. Tale esame consiste nell'ispezionare l'interno della vescica con uno strumento morbido dotato di telecamera.

Gli altri esami, in particolare l'ecografia e la TAC, sono molto utili nel valutare eventuali lesioni del tratto urinario superiore (reni ed ureteri), o per confermare la stadiazione, ovvero la profondità, del tumore vescicale.

Si uniscono, a completamento diagnostico, la ricerca di cellule tumorali maligne (CTM) nelle urine -un esame che si esegue su tre campioni raccolti in tre mattine consecutive-, ed eventualmente all'esame delle urine, che può confermare perdite ematiche microscopiche.

La terapia del tumore vescicale, una volta confermata la diagnosi con la cistoscopia, consiste nella asportazione della neoplasia (spesso chiamata "papilloma") con tecnica endoscopica. È tassativo, e viene eseguito obbligatoriamente, analizzare il tessuto asportato. La conferma definitiva della diagnosi e della stadiazione viene data dall'Anatomo-Patologo.

L'intervento si chiama TUR-V, ovvero Resezione Trans Uretrale della Vescica, e consiste in una accurata asportazione endoscopica delle zone malate degli strati superficiali. Al termine dell'intervento si esegue la coagulazione, cioè la chiusura mirata dei vasi sanguigni tagliati. Viene posizionato un catetere vescicale con un particolare sistema di lavaggio continuo della vescica, che rimane in sede indicativamente per 48 ore.

La diagnosi istologica può orientare verso varie scelte, in funzione della stadiazione e della aggressività del tumore vescicale.

Instillazioni endovescicali con farmaci chemioterapici hanno lo scopo di abbattere il tasso di recidiva della malattia.

Quando il tumore vescicale non è limitato agli strati più superficiali della vescica, ma infiltra le tonache muscolari, si pone indicazione ad un intervento chirurgico a cielo aperto, che ha lo scopo di rimuovere tutta la vescica. In questi casi viene costruito un serbatoio urinario di sostituzione utilizzando un tratto di intestino. Il paziente, al termine della convalescenza, urinerà per le vie naturali e conserverà la propria continenza urinaria.

Per le forme più avanzate, migrate al di fuori della vescica, esistono terapie farmacologiche (Chemioterapia con cis-platino, eventualmente in associazione ad altri farmaci), che danno tuttiavia spesso una risposta parziale, rallentando la crescita del tumore.

In considerazione della frequente recidiva dei tumori, inclusi quelli di stadio superficiale ed a basso grado di aggressività, i pazienti entrano d'ufficio in uno stretto programma di follow-up, ovvero controllo nel tempo.

Il provvedimento più importante ed imprescindibile è la ripetizione della cistoscopia ogni tre mesi puntualmente. Così l'Urologo potrà identificare ed asportare eventuali recidive di malattia.